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San Giuseppe - la tradizione PDF Stampa E-mail
Domenica 18 Marzo 2012 00:00

La festa di S. Giuseppe è molto seguita dal popolo alessandrino, sia dal punto di vista religioso, che da quello artistico-tradizionale.I preparativi iniziano moltesettimane prima, quando il Comitato, detto della "Deputazione di San Giuseppe", inizia a raccogliere le generose offerte per le vie del paese. Alcuni giorni prima la festa i familiari dei componenti il comitato, e qualche volontario che ha una "prummisioni", iniziano a preparare i numerosissimi piatti tipici alessandrini detti: "Pietanzi".Fra i più noti la "pignolata", a base di farina, uova, miele e "li sfinci", fritti. Ne vengono preparate in grandi quantità, visto che verranno offerte ai numerosissimi visitatori dell'altare principale, detto "l'altaru"

 

 

 

La domenica antecedente la festa, tre persone, un tempo scelte tra i più poveri e bisognosi del paese, cui andavano vestiario e cibo, vengono estratti a sorte: sono i cosiddetti Santi, che impersoneranno la Madonna, lu Bamminu e san Giuseppi per tutta la durata della festa.

La vigilia i Santi vengono accompagnati a casa del Presidente il Comitato per essere aiutati nella vestizione; ci si reca così in chiesa per la celebrazione dei Vespri al termine del quale tutti a vedere "lu iocu di focu" in onore del Santo.

Caratteristica principale della festa è l'allestimento dell'altare principale, addobbato sfarzosamente e ricco di "pietanzi", costituite principalmente da verdure varie, dolci, frutta e dal pane, caratteristico cioè dai "vucciddrati", cui vengono sistemati rametti di rosmarino e "barcu".

Il giorno di San Giuseppe la tradizione alessandrina vuole che non si mangi carne, ma pesce ed in particolare sarde.

Un altro piatto tipico della festa è la cosiddetta "milanisa", preparata appunto con le sarde, finocchi e "muddrica".

Oltre all'altare principale vengono allestiti altri altari minori da famiglie che, per grazia ricevuta o per qualche prummisioni a san Giuseppe Gli dedica tre o più santi e persino i tredici apostoli.

In piazza, accompagnati dalla musica il Comitato raccoglie le ultime e più generose offerte, rinnovando la tradizionale "Crucera" in via Roma e via Umberto.

Il giorno di festa a mezzogiorno in Madrice si celebra la Messa Solenne, sempre alla presenza dei Santi e del Comitato in prima fila.

Subito dopo la benedizione degli altari i Santi iniziano a mangiare: il tutto preceduto dall'orazione che fa una persona che "serbi li santi" e che ad ogni piatto ripete "manciati santuzzi".

Al termine i presenti sogliono baciare a turno i piedi dei "santi", iniziando rigorosamente dal Bambinello, proseguendo con la Madonna e per ultimo san Giuseppe, segno questo di umiltà e venerazione.

La sera dopo la celebrazione della Messa la processione per le vie del paese con la statua che raffigura San Giuseppe e il Bambinello che viene portata a spalla dai numerosi fedeli.

La festa, allietata dalla banda musicale, si conclude con la rituale "maschiata" al temine della quale i "santi" verranno riaccompagnati a casa del Presidente per svestirsi.

 

 

 

 

Ultimo aggiornamento Domenica 18 Marzo 2012 16:58
 

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